Settimana negativa per i mercati azionari globali, che hanno chiuso in calo in un clima di avversione al rischio generalizzato.
A pesare sono stati i timori che le valutazioni dei colossi del comparto tecnologico statunitense siano eccessive dopo mesi di crescita trainata dalle società legate all’intelligenza artificiale.
Negli Stati Uniti, l’indice Nasdaq 100 ha perso il 3,1%, segnando la peggior settimana da aprile mentre lo S&P 500 è arretrato dell’1,6%; a controbilanciare parzialmente le vendite nel comparto tecnologico sono stati gli acquisti nei settori difensivi come utilities, healthcare e beni di consumo primari.
Dopo settimane di record e scarsa visibilità sui dati macroeconomici a causa dello shutdown del governo USA, gli operatori hanno preferito alleggerire le posizioni in attesa delle prossime trimestrali e di nuove indicazioni dalla Federal Reserve, da cui si attendono segnali sulla traiettoria della politica monetaria globale.
Anche i principali listini europei hanno chiuso la settimana in calo, mentre in Asia la dinamica è apparsa più mista: il DAX e l’EuroStoxx 50 hanno registrato flessioni moderate, il FTSE MIB ha mostrato maggiore tenuta, mentre tra i mercati orientali si sono distinti in positivo il CSI 300 cinese e l’Hang Seng di Hong Kong, a fronte di lievi arretramenti per Giappone e India.
Mercato obbligazionario
Le prese di profitto sull’azionario hanno sostenuto in parte la domanda di obbligazioni di alta qualità a breve termine, seppur le scadenze più lunghe restino sotto pressione, riflettendo le incertezze sulle tempistiche dei futuri tagli dei tassi.
Materie prime
Sul fronte delle commodities, la settimana ha visto movimenti misti:
- Il petrolio WTI è sceso del 2% a 59,75 $/barile, complice l’incertezza sulla domanda globale e i timori di eccesso di offerta;
- L’oro ha segnato un lieve rialzo dello 0,3% a 4.009,8 $/oncia, sostenuto dal clima di avversione al rischio e dal temporaneo rallentamento dei rendimenti reali;
📊 Andamento dei principali indici azionari mondiali
| INDICE | ULTIMA SETTIMANA | OTTOBRE | DA INIZIO ANNO |
|---|---|---|---|
| S&P 500 (USA) | -1,63% | 1,86% | 14,40% |
| NASDAQ (USA) | -3,04% | 3,86% | 19,13% |
| DAX (GERMANIA) | -1,62% | -1,90% | 18,39% |
| FTSE MIB (ITALIA) | -0,60% | 0,23% | 25,54% |
| CAC (FRANCIA) | -2,10% | 0,80% | 7,72% |
| EUROSTOXX 50 (EUROZONA) | -1,79% | 0,27% | 13,57% |
| CSI 300 (CINA CONTINENTALE) | 0,82% | 0,00% | 18,90% |
| HANG SENG (HONG KONG) | 1,29% | -5,06% | 30,82% |
| TOPIX (GIAPPONE) | -0,99% | 7,92% | 18,45% |
| NIFTY 50 (INDIA) | -0,89% | 3,57% | 7,81% |
Conclusioni e prospettive operative
Le prese di profitto nel comparto tecnologico non modificano però la struttura di fondo positiva dell’azionario globale, che continua a beneficiare di una crescita economica resiliente e di inflazione in graduale discesa.
- Mantenere esposizione bilanciata su titoli difensivi e settori ciclici solidi (industriali, healthcare, energia);
- Privilegiare scadenze obbligazionarie medio-brevi in attesa di maggiore visibilità sui tassi;
- Monitorare oro e materie prime come copertura tattica in fasi di volatilità elevata.
Fonte dati: Investing.com – Elaborazioni Paolo Ferraioli
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono in alcun modo sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le performance passate non sono indicative di rendimenti futuri.
