La fiscalità italiana sui redditi da investimento
La fiscalità italiana sui redditi da investimento si fonda su tre pilastri principali: tassazione dei profitti, tipologia di reddito e minusvalenze.
1. Tassazione dei profitti
Quando un investitore realizza un guadagno (plusvalenza), deve versare un’imposta sul capital gain, cioè sull’utile ottenuto. L’aliquota standard è pari al 26% per la maggior parte degli strumenti finanziari, mentre scende al 12,5% per i titoli di Stato e quelli ad essi assimilabili.
La tassazione agevolata del 12,5% si applica anche ai titoli di Stato esteri e ai fondi o ETF che investano, anche solo in parte, in titoli governativi.
2. Tipologia di reddito
I redditi da investimento si dividono in due categorie:
- Redditi da capitale: proventi per il semplice possesso di un titolo, come cedole e dividendi.
- Redditi diversi: guadagni in conto capitale, cioè la differenza tra prezzo di vendita e di acquisto.
In sintesi: cedole e dividendi sono tassati al 26% (12,5% se relativi a titoli di Stato), mentre le plusvalenze possono essere compensate con minusvalenze pregresse.
3. Le minusvalenze: un credito fiscale da gestire
Le minusvalenze rappresentano una vera opportunità fiscale: si generano quando si vende un titolo in perdita, si effettua uno switch da un fondo in perdita o si pagano commissioni o penali su operazioni.
Le minusvalenze sono crediti fiscali personali, utilizzabili fino al 31 dicembre del quarto anno successivo alla loro generazione e compensabili con guadagni su azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ETC/ETN, certificati e derivati.
Non sono invece compensabili con plusvalenze su fondi comuni, ETF o polizze assicurative.
Meccanismo di compensazione
Se un profitto è pari o inferiore alle minusvalenze disponibili, non si pagano imposte. Se è superiore, il 26% si applica solo sulla parte eccedente.
Esempio: con 10.000 € di minusvalenze e una plusvalenza di 3.000 €, non si paga nulla e le minus scendono a 7.000 €. Se poi si guadagnano altri 10.000 €, si paga il 26% solo su 3.000 €.
Caratteristiche principali
- Le minusvalenze sono personali e registrate dall’intermediario.
- Possono essere trasferite ad altro intermediario.
- Costituiscono un valore fiscale utile per ottimizzare il rendimento netto del portafoglio.
Aggiornato a novembre 2025