Assorbita la forte turbolenza della scorsa primavera causata dai “dazi” imposti da Trump, il 2025 si sta rivelando sinora un anno positivo per i mercati finanziari mondiali seppur la volatilità dei tassi di cambio – con l’euro in forte rialzo – abbia penalizzato in modo significativo gli investimenti in aree geografiche al di fuori dell’area euro.
Ad oggi però solo una strategia d’investimento ha fatto registrare performance al di fuori della norma ed in valore assoluto eccezionali : quella sull’oro.
Nel momento in cui scrivo questo articolo infatti, seppur il valore dell’oro fisico sia aumentato “solo” del 44% da inizio anno, chi ha investito tramite fondi/sivav/etf sul settore delle società aurifere sta conseguendo performance inimmaginabili e che in alcuni casi sono superiori al +100%…il sogno di tutti gli investitori.
| NOME DELLO STRUMENTO FINANZIARIO | PERFORMANCE YTD (DA INIZIO ANNO) al 26/09/25 |
| ORO FISICO (ETC) | +44% |
| BLACKROCK WORLD GOLD EUR HEDGED (SICAV) | +102,70% |
| VANECK GOLD MINERS (ETF) | +88% |
Il presente articolo ha lo scopo di individuare le ragioni della crescita imponente del prezzo dell’oro negli ultimi anni, di valutarne le prospettive future e di illustrare le strategie e gli strumenti finanziari a disposizione degli investitori per continuare a beneficiare del ritorno della “febbre dell’oro”.
📌 Da Bene Rifugio a Nuova Valuta
Nel panorama finanziario l’oro è da sempre stato considerato il cosiddetto “bene rifugio” per le sue caratteristiche di essere una riserva di valore durante:
- Periodi di alta inflazione, quando le valute perdono potere d’acquisto
- Fasi di instabilità geopolitica, in cui aumenta la ricerca di asset sicuri
- Crisi finanziarie, quando i mercati azionari mostrano forte volatilità
Pertanto il suo valore tendeva a salire vertiginosamente nei periodi di turbolenza per poi calare drasticamente una volta la situazione fosse tornata alla normalità.
Nel 2022 abbiamo assistito alla tempesta perfetta : dapprima lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina con le pesanti sanzioni internazionali tra cui il divieto di effettuare transazioni in rublo, e nei mesi seguenti il balzo improvviso dell’inflazione in tutti i Paesi sviluppati che ha obbligato le Banche Centrali mondiali ad alzare repentinamente i tassi d’interesse per porre un freno al vertiginoso aumento dei prezzi. Ci si poteva ragionevolmente attendere in questo contesto il prezzo dell’oro alle stelle…ma non è stato così.
L’inizio del trend di crescita del metallo giallo avviene nella primavera del 2023 in un contesto decisamente inusuale visto che il forte rafforzamento del dollaro accompagnato dal violento rialzo dei rendimenti dei titoli di stato sono da sempre fattori avversi ai metalli preziosi.
Solo nella seconda metà del 2023 è stato reso noto al mercato finanziario che a spingere al rialzo il prezzo fossero stati acquisti consistenti di oro fisico da parte di investitori istituzionali…Cina e India stavano incrementando le proprie riserve aurifere…il motivo? Con tutta probabilità la principale forza trainante in un contesto di tensioni internazionali crescenti è stata il rischio che sanzioni internazionali (come quelle imposte alla Russia) potessero mettere in ginocchio le economie anche di altri Paesi.
Va sempre tenuto a mente infatti, che il ricorso all’oro come “moneta di scambio” per sua natura non potrà mai essere oggetto nè di sanzioni nè limitazioni. L’oro pertanto inizia a ricoprire un nuovo Status : non solo bene rifugio ma anche “Valuta” di scambio.

Per decenni infatti le riserve delle Banche Centrali mondiali si sono concentrate su asset in dollari, ed in particolare in titoli di Stato americani (Treasuries) perchè universalmente considerati come privi di rischio e fruttiferi di rendimento.
Ma le crescenti tensioni internazionali e le ingerenze sempre più continue dell’America negli affari esteri hanno fatto emergere la necessità in primis dei Paesi Emergenti di allentare quella atavica dipendenza dal dollaro e di preparare un piano di emergenza per evitare di essere esclusi dal commercio internazionale .
A fine 2024 ad inasprire ulteriormente il sentiment anti americano (e di conseguenza anti dollaro) ci ha pensato l’elezione di Donald Trump con i suoi proclami di America First e di ritorno dell’egemonia americana sul mondo.
Con l’introduzione poi di dazi indiscriminati nel “giorno della liberazione” che ha determinato uno dei più profondi crolli nella storia dei mercati finanziari, anche i Paesi sviluppati si uniscono alla causa anti America.
In questa fase insieme all’accelerazione negli acquisti di oro (il cui prezzo tocca i 3.200$ l’oncia) è un altro fenomeno inatteso e per certi versi “irrazionale” a scuotere i mercati finanziari : la progressiva perdita di valore del dollaro in parallello ad un notevole apprezzamento dell’euro (+13% da inizio anno) su tutte le valute mondiali… proprio quando la Banca Centrale Europea stava tagliando continuativamente i tassi d’interesse (passati dal 3,5%di fine 2024 al 2,10%).
Sappiamo bene che nei casi di forte stress finanziario sono generalmente il dollaro e lo yen ad acquisire maggior valore per il loro status di “Valuta Rifugio” ed inoltre che quando una Banca Centrale riduce i tassi si determina un indebolimento della valuta.
Ad una conclusione razionale, seppur non ad una verità assoluta, possiamo a questo punto arrivare: la crescita incessante del prezzo dell’oro degli ultimi anni e l'”irrazionale” forte apprezzamento dell’euro degli ultimi mesi sembra derivare da una necessità crescente di molti Paesi di ridurre la propria dipendenza dal dollaro americano come riserva valutaria.
📌 Prospettive future
Il ritorno in auge dell’ oro ma anche di altri metalli preziosi come argento e platino va oltre i cicli di mercato riflettendo una crescente sfiducia nella moneta tradizionale.
Che si tratti di un cambiamento temporaneo o strutturale, ce lo dirà il futuro. Quello che è certo è che l’oro, in quanto nuova valuta di scambio e fonte principale di diversificazione dal dollaro americano è ora destinato a mantenere una certa stabilità di valore nel tempo rispetto a quanto accaduto in passato visto che gli ingenti acquisti di oro fisico da parte delle Banche Centrali non avvengono per intenti speculativi di breve periodo.
In conclusione, ritengo sia opportuno detenere all’interno del proprio portafoglio investimenti un’esposizione all’oro non solo come classica protezione del capitale da instabilità politiche e finanziarie ma come una vera e propria fonte di diversificazione valutaria.
📌 Come investire nell’oro
Gli strumenti finanziari disponibili all’investitore per avere un’esposizione all’oro sono molteplici ed i principali sono i seguenti
- ETC che replicano l’andamento del prezzo dell’oro con o senza effetto leva
- Fondi, Sicav o ETF che investono nelle società aurifere
Prima di effettuare la scelta su quale strumento investire è sempre utile consultare il proprio intermediario o consulente finanziario di fiducia che possa consigliare quello più adeguato al proprio profilo di rischio e alle proprie ambizioni di rendimento.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente informative e non costituiscono in alcun modo una raccomandazione di investimento.
