06 aprile 2026
⏱ Tempo di lettura: 2 minuti
La settimana appena conclusa ha sorpreso molti investitori. In un contesto che, sulla carta, sarebbe dovuto essere estremamente negativo — tra escalation geopolitica, petrolio sopra i 110 dollari e nuove tensioni sullo Stretto di Hormuz — i mercati azionari hanno invece messo a segno un rimbalzo deciso.
Il Nasdaq ha guidato il movimento con un +4,4%, seguito dall’S&P 500 (+3,3%) e dal Dow Jones (+2,9%). Un recupero che arriva dopo settimane difficili e che sembra, almeno in apparenza, segnare un cambio di passo.
Ma la vera domanda è: perché i mercati stanno salendo?
La risposta non è nei dati, ma nella narrativa.
Nel corso della settimana, le dichiarazioni di Donald Trump hanno alimentato l’idea che il conflitto in Medio Oriente possa avvicinarsi a una conclusione nel giro di poche settimane. Questo è stato sufficiente per innescare un classico “relief rally”.
Il problema è che questa narrativa non è confermata dai fatti. Gli attacchi continuano, il petrolio resta elevato e le tensioni non si sono realmente ridotte. Il mercato, in sostanza, sta iniziando a credere più alle parole che alla realtà.
Andamento principali indici azionari (ultima settimana e da inizio 2026)
| INDICE | ULTIMA SETTIMANA | DA INIZIO ANNO |
|---|---|---|
| S&P 500 (USA) | 3,36% | -3,84% |
| NASDAQ (USA) | 4,44% | -5,86% |
| DAX (GERMANIA) | 3,89% | -5,40% |
| FTSE MIB (ITALIA) | 5,18% | 1,51% |
| CAC (FRANCIA) | 3,38% | -2,30% |
| EUROSTOXX 50 (EUROZONA) | 3,40% | -1,78% |
| CSI 300 (CINA CONTINENTALE) | -1,37% | -4,09% |
| HANG SENG (HONG KONG) | 0,66% | -2,01% |
| TOPIX (GIAPPONE) | -0,12% | 6,93% |
| NIFTY 50 (INDIA) | -0,47% | -13,08% |
Fonte dati: Investing.com – Elaborazioni Paolo Ferraioli
Mercati obbligazionari e valute
Sul fronte obbligazionario, la situazione resta sotto pressione.
Il rendimento del Treasury decennale si mantiene intorno al 4,4%, segnalando che il mercato non sta prezzando un allentamento imminente della politica monetaria.
I dati macro molto solidi — in particolare il report sul lavoro — hanno infatti ridotto ulteriormente le aspettative di tagli dei tassi nel breve periodo. La Federal Reserve, guidata da Jerome Powell, continua a mantenere un approccio prudente, soprattutto alla luce del rischio di nuove pressioni inflazionistiche legate all’energia.
In sintesi
La settimana consegna un messaggio molto chiaro.
I mercati stanno salendo perché stanno iniziando a credere che la guerra sia vicina alla fine, sulla base delle dichiarazioni di Donald Trump.
Ma il petrolio racconta una storia diversa, le tensioni restano elevate e la politica monetaria rimane restrittiva.
I dati macro sono forti, ma proprio per questo riducono lo spazio per interventi espansivi delle banche centrali.
Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono in alcun modo una sollecitazione all’investimento né una raccomandazione personalizzata. I dati e le analisi riportate sono elaborazioni basate su fonti ritenute affidabili, ma non si garantisce la loro completezza o accuratezza. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento è opportuno valutare attentamente la propria situazione finanziaria e, se necessario, consultare un consulente finanziario abilitato. I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri.
