BREAKING NEWS: “È QUASI FINITA”… MA CONTINUA PIU’ FORTE: IL PARADOSSO TRUMP CHE SCUOTE I MERCATI

2 Aprile 2026 ore 14
Tempo di lettura: 3 minuti

Le nuove dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, che ha annunciato attacchi “estremamente duri” contro l’Iran nelle prossime settimane contraddicendo le affermazioni di inizio settimana, hanno interrotto il recente rimbalzo dei mercati e riportato al centro il rischio geopolitico.

L’effetto più immediato si è visto soprattutto sull’energia: il petrolio è tornato con forza sopra quota 100 dollari al barile, mentre il mercato ha iniziato a riconsiderare l’ipotesi di una guerra più lunga e con effetti economici più persistenti.

Più che un deterioramento indistinto del quadro globale, però, questa fase sta mettendo in evidenza una divergenza importante tra aree geografiche e settori. Ed è proprio qui che iniziano a emergere le opportunità più interessanti.

Energia: shock per alcuni, vantaggio per altri

Il rialzo del Brent in area 107-109 dollari e le tensioni sullo Stretto di Hormuz rappresentano senza dubbio un fattore critico per l’economia globale.

Ma l’impatto non è uguale per tutti.

L’Europa resta l’area più esposta, sia per la maggiore dipendenza energetica sia per la composizione dei suoi listini, più ricchi di settori industriali tradizionali, chimici e manifatturieri che soffrono maggiormente un aumento dei costi di approvvigionamento.

Gli Stati Uniti, al contrario, partono da una posizione relativamente più forte grazie a una maggiore autosufficienza energetica e a un sistema industriale che può beneficiare di costi comparativamente più contenuti su gas e petrolio.

In altre parole, lo shock energetico non colpisce tutti allo stesso modo: penalizza alcune aree, ma allo stesso tempo rafforza i vantaggi competitivi di altre.

Andamento principali indici azionari

INDICEOGGIDA INIZIO 2026
DAX-2.30%-7.15%
FTSE MIB-1.69%-0.01%
CAC 40-1.34%-3.37%
Euro Stoxx 50-2.28%-3.35%
CSI 300-1.04%-3.26%
Hang Seng-0.70%-2.01%
TOPIX-1.61%+5.95%
Nifty 50+0.15%-13.08%

Fonte dati: allegato utente – Elaborazioni Paolo Ferraioli

Spunti operativi

  • Incrementare in modo graduale l’esposizione all’azionario americano approfittando dei cali generalizzati, in particolare sul comparto industriale, che beneficia di costi energetici più contenuti rispetto ai concorrenti europei
  • Valutare esposizione al settore energetico allargato (oil, gas, infrastrutture e rinnovabili), favorito da uno scenario di ricerca di sicurezza energetica diffuso
  • Acquistare selettivamente azioni dei produttori di gas USA, che potrebbero beneficiare di un aumento della domanda internazionale, soprattutto europea
  • Acquistare selettivamente azioni del settore fertilizzanti USA, avvantaggiato da costi energetici più bassi e da un contesto di offerta globale in forte calo

Sintesi

  • Le continue contraddizioni di Trump stanno causando perdita di credibilità riportando volatilità sui mercati
  • Il petrolio sopra i 100$ riaccende il tema inflazione
  • L’impatto della crisi energetica è molto differenziato tra aree geografiche
  • Gli Stati Uniti risultano relativamente più solidi rispetto all’Europa
  • Le correzioni possono rappresentare opportunità di ingresso selettivo

Il punto chiave resta questo: non è una fase da evitare, ma da leggere in modo più selettivo e strategico, concentrandosi sui settori e sulle aree che possono beneficiare del nuovo contesto.

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