LA SETTIMANA SUI MERCATI (16-20 MARZO) : LE BANCHE CENTRALI GETTANO BENZINA SUL FUOCO : L’INFLAZIONE TORNA AD ESSERE UN PROBLEMA?

23 marzo 2026
Tempo di lettura: 3 minuti

La settimana è stata dominata da due fattori chiave: le decisioni delle banche centrali e un’escalation del conflitto che si è già concretizzata con il danneggiamento del più grande hub di gas naturale al mondo in Qatar.

Le principali banche centrali si sono riunite, mantenendo invariati i tassi di interesse.

In particolare, Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno adottato un atteggiamento più prudente, lasciando intendere una crescente attenzione verso uno scenario meno favorevole, caratterizzato da inflazione più persistente e dalla possibilità che, in caso di crisi energetica prolungata, si renda necessario un nuovo rialzo dei tassi.

È importante però leggere correttamente la situazione:
i mercati stanno iniziando a scontare uno scenario molto negativo — quello di prezzi dell’energia elevati a lungo — mentre, nei fatti, il petrolio si è riportato sopra i 100 dollari al barile solo da poche settimane.

In questo scenario, il mercato sta già prezzando un contesto particolarmente restrittivo: l’idea che la Federal Reserve possa non tagliare i tassi nel breve periodo e che la Banca Centrale Europea possa essere costretta ad intervenire con due o tre rialzi.

Questo significa che il mercato sta reagendo più alle aspettative che ai dati effettivi.

Mercati azionari

Le borse hanno chiuso la settimana in calo, sia negli Stati Uniti che in Europa.

Negli Stati Uniti l’S&P 500 ha perso l’1,9%, mentre il Nasdaq ha registrato un calo superiore al 2%, penalizzato soprattutto dai titoli tecnologici.

Mercati obbligazionari

Il ritorno delle pressioni inflattive ha avuto un impatto diretto sui rendimenti.

Negli Stati Uniti il Treasury a 10 anni è salito intorno al 4,39%, mentre il 30 anni si avvicina al 4,94%.

La Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati, ma il messaggio implicito è chiaro: il percorso di discesa dell’inflazione potrebbe essere meno lineare del previsto.

Petrolio ed energia

Il petrolio è stato come consuetudine il vero protagonista della settimana.

Il Brent ha raggiunto circa 112 dollari al barile, con un rialzo dell’8,9%, mentre il WTI si è stabilizzato intorno ai 98 dollari.

Politica e consenso

Un elemento interessante riguarda la dinamica politica negli Stati Uniti.

A differenza del passato, il contesto di tensione internazionale non sta producendo un aumento del consenso politico.

La percezione del rischio da parte della popolazione è limitata e manca un forte supporto internazionale, elementi che rendono più debole l’impatto della crisi sul piano politico.

Scenario globale

Il quadro complessivo resta delicato, ma non compromesso.

Le tensioni energetiche stanno creando difficoltà soprattutto nei Paesi più dipendenti dalle importazioni, in particolare in Asia, dove si stanno cercando alternative per garantire le forniture.

Allo stesso tempo stanno emergendo ulteriori rischi, come quello legato alla sicurezza alimentare, che potrebbero intensificarsi in caso di prolungamento del conflitto.

Andamento dei principali indici azionari

INDICEULTIMA SETTIMANADA INIZIO 2026
S&P 500-1,90%-4,95%
Nasdaq-2,07%-6,86%
DAX-4,55%-8,62%
FTSE MIB-3,33%-4,68%
CAC 40-3,11%-5,94%
Euro Stoxx 50-3,77%-5,09%
CSI 300-2,19%-1,36%
Hang Seng-0,74%-1,38%
TOPIX-0,54%+5,88%
Nifty 50-0,16%-11,54%

Fonte dati: Elaborazioni Paolo Ferraioli

In sintesi

  • Le banche centrali hanno mantenuto i tassi invariati, ma il rischio inflazione è tornato al centro dell’attenzione.
  • L’escalation del conflitto, con il danneggiamento di un hub energetico strategico, ha aumentato le tensioni sui mercati.
  • Il petrolio è il principale driver di questa fase e sta influenzando inflazione e aspettative sui tassi.
  • I mercati stanno già scontando uno scenario molto negativo, con energia elevata a lungo e politiche monetarie più restrittive.
  • Il contesto è più rischioso rispetto all’inizio del conflitto, ma non compromesso.
  • Il rialzo del petrolio è una dinamica recente e lo scenario resta in evoluzione.
  • Nulla è perduto, ma è aumentata la necessità di attenzione e gestione attiva.

Disclaimer

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