PREVIEW SETTIMANALE (8-12 DICEMBRE) : I MERCATI VOGLIONO IL TAGLIO DEI TASSI AMERICANI

Dicembre parte con volatilità ma chiude in positivo

La prima settimana di dicembre ha mostrato mercati azionari altalenanti ma resilienti con quasi tutti i principali indici che hanno chiuso in territorio positivo

Sul fronte macroeconomico, la settimana ha offerto segnali misti ma nel complesso compatibili con un ulteriore allentamento monetario da parte della Federal Reserve:

  • Occupazione privata USA in calo, dato inaspettato rispetto alle attese del mercato;
  • Richieste di sussidio di disoccupazione migliori del previsto e minori annunci di tagli occupazionali;
  • Inflazione PCE (l’indicatore preferito dalla Fed) scesa al livello più basso da maggio.

Questo mix di dati ha contribuito a rafforzare l’idea che la banca centrale americana possa procedere con un nuovo taglio dei tassi già nella riunione di dicembre.

Andamento dei principali indici globali

INDICEULTIMA SETTIMANADA INIZIO ANNO
S&P 500 (USA)0,31%16,81%
NASDAQ (USA)0,91%22,10%
DAX (GERMANIA)0,80%20,69%
FTSE MIB (ITALIA)0,17%27,05%
CAC (FRANCIA)-0,10%9,94%
EUROSTOXX 50 (EUROZONA)0,98%16,91%
CSI 300 (CINA CONTINENTALE)1,28%16,51%
HANG SENG (HONG KONG)0,87%30,04%
TOPIX (GIAPPONE)-0,47%20,74%
NIFTY 50 (INDIA)-0,06%10,75%

Fonte dati: Investing.com – Elaborazioni Paolo Ferraioli

Ora tutto ruota attorno alla Federal Reserve — ma non solo

La settimana appena iniziata sarà una delle settimane più dense del mese di dicembre, con un vero tour de force di riunioni delle banche centrali globali. T

Tutto il mondo finanziario e non guarda alla Federal Reserve; solo poche settimane fa il mercato non considerava affatto scontato un taglio a dicembre: la probabilità di un taglio era scesa sotto il 50% ma ora lo scenario è cambiato con il recente aumento del tasso di disoccupazione e il raffreddamento dell’inflazione che hanno riportato in primo piano l’ipotesi di un “Taglio di Natale” da 25 punti base.

Le altre banche centrali: una settimana decisiva a livello globale

La mossa della Fed farà da cornice a una serie di appuntamenti cruciali per la politica monetaria globale, con possibili ripercussioni su valute, obbligazioni e azioni.

  • Swiss National Bank (11 dicembre) – attese per il mantenimento dei tassi allo 0,00%
  • Bank of England (18 dicembre) – la persistenza dell’inflazione invita alla prudenza.
  • European Central Bank (18 dicembre) – la BCE si avvicina alla riunione con i tassi fermi al 2%, dopo due meeting consecutivi di pausa.
  • Bank of Japan (19 dicembre) – qui lo scenario è opposto: le indiscrezioni di Reuters e Bloomberg suggeriscono che il governo giapponese non ostacolerà un possibile rialzo dei tassi. Le aspettative di una stretta hanno già alimentato volatilità sui mercati obbligazionari, con i rendimenti dei titoli di stato nipponici decennali ai massimi dal 2007.

In sintesi, dicembre si conferma un mese cruciale per la traiettoria della politica monetaria globale, con un possibile cambio di passo sia negli Stati Uniti sia in Giappone, mentre non si attendono movimentazioni sui tassi dalle altre banche centrali

In sintesi

  • Wall Street chiude la settimana in positivo dopo una fase di volatilità contenuta.
  • I principali indici globali mostrano un quadro costruttivo, con Asia ed Europa in recupero.
  • I dati macro USA rafforzano l’ipotesi di un nuovo taglio dei tassi da parte della Fed.
  • La prossima settimana è dominata da un fitto calendario di riunioni delle principali banche centrali: Fed, SNB, BoE, BCE e BoJ.
  • Se il tono delle banche centrali resterà accomodante, non si può escludere un proseguimento del rally di fine anno.

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