I mercati finanziari entrano nel mese di novembre con un mix di ottimismo e prudenza dopo un ottobre brillante, che ha visto il principale indice azionario mondiale – l’S&P 500 – chiudere con un progresso di +2,3%, portando a 6 i mesi consecutivi di rialzo ed il bilancio da inizio anno a +16,3%.
Storicamente, il periodo novembre–dicembre è tra i più favorevoli per i mercati azionari ma il recente rialzo dei rendimenti obbligazionari mantiene un sottofondo di tensione generalizzata.
Resoconto dell’attività economica ad Ottobre (indice PMI) in focus
Con il proseguire dello shutdown negli USA che non consente di avere dati sull’andamento del mercato del lavoro, l’indicatore sull’andamento dell’attività economica (PMI) nei settori manifatturiero e terziario, assumerà un ruolo centrale nel guidare la direzione dei mercati.
Negli Stati Uniti si prevede un lieve rallentamento sia nel comparto manifatturiero sia nei servizi, coerente con un’economia in graduale raffreddamento dopo mesi di espansione. In Eurozona sono attesi dati sostanzialmente stabili, con un settore manifatturiero ancora debole e servizi in lento miglioramento grazie alla tenuta della domanda interna.
In Cina, invece, i PMI dovrebbero confermare la fase di stabilizzazione, sostenuta dagli stimoli governativi e da un moderato rimbalzo dell’export.
Pertanto i dati di questa settimana saranno decisivi per valutare se la fase di rallentamento globale stia effettivamente prendendo forma, e per l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari, ancora molto sensibili a ogni segnale di forza o debolezza del ciclo economico.
Tra gli eventi più attesi della settimana figura anche l’asta dei titoli di stato americani a 10 anni (Treasury 10-years), in calendario mercoledì.
Un’elevata domanda segnalerebbe un ritorno d’interesse sulle obbligazioni a lunga scadenza favorendo un calo dei rendimenti mentre, un’asta debole, rischierebbe di amplificare ulteriormente la volatilità.
Dollaro forte, ma in attesa di conferme
Il dollaro USA resta sotto osservazione dopo due settimane consecutive di rafforzamento che lo hanno riportato sulla soglia di 1,15 rispetto all’EUR e pare che al momento solo un deciso rallentamento dell’attività economica ad Ottobre (PMI inferiori alle aspettative) e/o una domanda contenuta sui titoli di Stato potrebbero determinare un’inversione del trend.
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