LA SETTIMANA SUI MERCATI FINANZIARI (27–31 OTTOBRE) – LA FED INDISPONE, LE TRIMESTRALI BIG TECH ENTUSIASMANO

Settimana contrastata per i principali indici globali, segnata dalle dichiarazioni della Federal Reserve, che hanno raffreddato le aspettative di ulteriori tagli dei tassi, e dalle trimestrali delle big tech, in larga parte superiori alle attese, ma con segnali di debolezza in alcuni colossi come Meta e Microsoft.

Sul fronte geopolitico si registra una tregua tra Stati Uniti e Cina nei colloqui commerciali: nessun accordo formale, ma toni più concilianti che hanno sostenuto i mercati asiatici, in particolare quello giapponese.

A creare turbolenza e generare nuovamente incertezza, in particolare sul mercato obbligazionario, ci ha pensato una Federal Reserve più cauta. Il presidente Powell ha ribadito che ogni eventuale taglio dei tassi dipenderà dai dati macroeconomici (quando negli USA persiste lo shutdown e non vengono elaborati i dati sulla disoccupazione!), scoraggiando così chi sperava in una politica monetaria più espansiva anche nel meeting di dicembre. Tuttavia, le buone trimestrali di Alphabet e Amazon hanno fornito nuova linfa al comparto tecnologico, trainando il Nasdaq.

Mercato obbligazionario

Il messaggio prudente della Fed ha innervosito il mercato dei bond, con i rendimenti dei Treasury decennali tornati a salire sopra il 4%; i timori che il ciclo dei tagli dei tassi possa subire un rinvio, ha creato pressione sui prezzi obbligazionari rendendo meno attraenti le scadenze lunghe.

Le aspettative restano comunque orientate, seppur in modo meno accentuato, verso un ulteriore allentamento monetario USA nel 2025, scenario che potrebbe ridare impulso al comparto obbligazionario nei prossimi mesi.

Sul mercato valutario, il dollaro USA si è rafforzato in modo diffuso, spinto dai rendimenti reali più elevati e dal tono prudente della Fed; di riflesso, l’euro ha ceduto terreno mentre lo yen giapponese si è ulteriormente indebolito per l’orientamento ultra-accomodante della Bank of Japan.

Tra le materie prime, si segnala un nuovo calo del prezzo dell’oro, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dal rialzo dei rendimenti reali; il petrolio ha oscillato in un range ristretto in attesa di indicazioni più chiare sulla domanda globale nella parte finale dell’anno.

📊 Andamento dei principali indici azionari mondiali

INDICEULTIMA SETTIMANAOTTOBREDA INIZIO ANNO
S&P 500 (USA)0,71%1,86%16,30%
NASDAQ (USA)2,24%3,86%22,86%
DAX (GERMANIA)-1,16%-1,90%20,34%
FTSE MIB (ITALIA)1,62%0,23%26,29%
CAC (FRANCIA)-1,27%0,80%10,03%
EUROSTOXX 50 (EUROZONA)-0,23%0,27%15,63%
CSI 300 (CINA CONTINENTALE)-0,43%0,00%17,94%
HANG SENG (HONG KONG)-0,97%-5,06%29,15%
TOPIX (GIAPPONE)1,91%7,92%19,64%
NIFTY 50 (INDIA)-0,28%3,57%8,79%

Analisi e prospettive operative

Ottobre si chiude con un bilancio nel complesso positivo per i mercati azionari globali, sostenuti dai risultati trimestrali e da una congiuntura macroeconomica che, pur rallentando, mostra ancora resilienza.

Le tensioni sui tassi d’interesse e le incertezze legate alla politica monetaria americana restano il principale elemento di volatilità di breve periodo. Tuttavia, il miglioramento dell’inflazione e la tenuta degli utili aziendali potrebbero favorire una fase di consolidamento positiva a novembre, soprattutto per i comparti tecnologico, real estate e healthcare.

In un contesto di tassi in discesa e ciclo economico in rallentamento, gli asset più penalizzati dei mesi scorsi – come mercati emergenti e titoli growth – potrebbero tornare protagonisti nella parte finale dell’anno.

Fonte dati: Investing.com – Elaborazioni Paolo Ferraioli


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