Torna l’ottimismo sui mercati: Trump, tassi e trimestrali ridanno slancio a Wall Street
Dopo la volatilità di metà ottobre, l’ottimismo torna protagonista sui mercati globali. A contribuire in modo determinante è stata proprio la “volatilità di pensiero” di Donald Trump, capace con le sue dichiarazioni altalenanti di condizionare l’umore degli investitori in tempo reale.
Trump e la volatilità delle parole
Il presidente americano continua a rinnegare le proprie dichiarazioni con una frequenza disarmante: basti pensare alle trattative commerciali con la Cina, definite “impossibili” appena due settimane fa e ora improvvisamente “molto probabili”. Eppure, questa sua imprevedibilità si è rivelata un fattore di sostegno per gli indici azionari, che hanno chiuso la settimana in territorio positivo in modo sincronizzato.
Trimestrali solide e inflazione sotto controllo
Oltre alla distensione sul fronte commerciale, anche le trimestrali positive di Intel e Tesla hanno alimentato gli acquisti. Ma il vero catalizzatore è arrivato dai dati sull’inflazione statunitense di settembre, risultati leggermente sotto le attese (+3,0% annuo vs +3,1% previsto). Questo ha aperto la strada alla Federal Reserve per un nuovo taglio dei tassi di 0,25% previsto per mercoledì prossimo.
Le ombre della settimana
Tra le note negative, si segnalano il prolungarsi dello shutdown dell’amministrazione pubblica americana e le nuove sanzioni internazionali contro due colossi petroliferi russi, che potrebbero spingere Mosca a ritorsioni economiche.
Obbligazioni: rendimenti in lieve risalita
Il ritorno della calma sui mercati obbligazionari ha spinto i rendimenti europei leggermente al rialzo, dopo il calo registrato nella settimana precedente. Negli Stati Uniti, invece, i Treasury decennali sono rimasti stabili intorno al 4%, sostenuti da dati sull’inflazione giudicati incoraggianti.
Commodities: oro stabile, petrolio in rally
Settimana movimentata sul fronte delle materie prime. Il prezzo dell’oro, dopo le montagne russe della scorsa settimana, si è stabilizzato poco sopra i 4.100 $/oncia (-1.8% nella settimana).
Decisamente più brillante il petrolio, in rally dell’8% settimanale, spinto dalle sanzioni contro la Russia e dalle crescenti probabilità che l’India aumenti gli acquisti di Brent sul mercato internazionale.
In sintesi, la settimana appena trascorsa ha segnato un ritorno dell’ottimismo: tassi in discesa, utili solidi e clima politico meno teso stanno restituendo fiducia agli investitori globali.
📊 Performance dei principali indici azionari mondiali
| INDICE | DAL 20 AL 24 OTTOBRE | DA INIZIO ANNO |
|---|---|---|
| S&P 500 (USA) | 1,91% | 15,47% |
| NASDAQ (USA) | 2,33% | 20,18% |
| DAX (GERMANIA) | 1,73% | 21,77% |
| FTSE MIB (ITALIA) | 1,74% | 24,28% |
| CAC (FRANCIA) | 0,63% | 11,45% |
| EUROSTOXX 50 (EUROZONA) | 1,18% | 15,88% |
| CSI 300 (CINA CONTINENTALE) | 3,24% | 18,44% |
| HANG SENG (HONG KONG) | 3,62% | 30,41% |
| NIKKEI (GIAPPONE) | 3,61% | 23,57% |
| NIFTY 50 (INDIA) | 0,33% | 9,09% |
