IL TONFO DEL PREZZO DELL’ORO : PRESE DI BENEFICIO O INVERSIONE DI TENDENZA?

Negli ultimi giorni il prezzo dell’oro ha fatto registrare un deciso calo dal massimo storico di 4.396$ agli attuali 4.090$ (delle 21.30 CET), di fatto facendo una sorpresa decisamente sgradita ai tanti investitori del metallo fisico sia tramite ETC sia tramite fondi/ETF delle società aurifere anch’esse contestualmente in ritracciamento.

Lecito a questo punto porsi molte domande del tipo : é scoppiata una bolla? conviene disinvestire prima che sia troppo tardi? conviene incrementare l’esposizione approfittando del calo?…in sintesi lo scopo di questo breve articolo è comprendere se si tratti di una naturale fase di presa di beneficio o di un’inversione di tendenza duratura

Le “probabili” cause del calo: realizzi dopo i massimi e gli “amici di Trump”…

La storia recente narra che a seguito dell’ennesima “invettiva” di Trump contro la Cina del tardo pomeriggio di venerdì 12 Ottobre, il prezzo dell’oro rapidamente abbia toccato quota 4.396$ (+7% in pochi giorni) per poi ritracciare bruscamente venerdì 19 all’ormai consueto dietrofront del Presidente USA e proseguendo seppur a tassi moderati la fase calante nei giorni successivi.

Ma ricordiamo tutti quanto accadde nel liberation day del 2 Aprile? Crollo per diversi giorni simultaneo di tutte le borse prima che dopo miliardi di dollari persi nel mondo Trump dichiarasse una tregua commerciale fino a quel momento esclusa e, come se non bastasse, ben ripreso dalle telecamere si fregiasse di aver fatto guadagnare centinaia di milioni di dollari ai suoi amici che avevano investito nel momento peggiore…una farsa

Pensare che anche per l’oro sia andata così è peccato ma non di certo è un reato!

Più che ad un’inversione di trend visto che nulla di concreto è accaduto per giustificare vendite indiscriminate è logico parlare di prese di beneficio diffuse, fenomeno tipico nei mercati dopo una lunga fase rialzista che hanno innescato una serie di vendite automatiche tali da accentuare la discesa delle quotazioni.

In parallelo, il momentaneo rafforzamento del dollaro ha esercitato ulteriore pressione sul metallo giallo, notoriamente sensibile al cambio.

Un calo temporaneo in un contesto di lungo termine favorevole

Nonostante il ribasso, lo scenario di fondo rimane positivo. Le aspettative di tagli dei tassi d’interesse da parte delle principali banche centrali, unite alle tensioni geopolitiche ancora presenti, continuano a supportare la domanda di beni rifugio come l’oro.

Inoltre, le banche centrali dei Paesi emergenti proseguono con acquisti consistenti di oro fisico, rafforzando la domanda strutturale del metallo.

Un’opportunità per accumulare

Il recente storno può dunque rappresentare un’opportunità interessante per gli investitori di medio-lungo periodo. Entrare su debolezza, approfittando delle prese di beneficio altrui, può rivelarsi una strategia efficace in vista di un possibile nuovo impulso rialzista.

Storicamente, i periodi di correzione dell’oro si sono spesso rivelati fasi di accumulo per chi crede nel suo ruolo di protezione patrimoniale nel lungo termine.

Conclusione

Il tonfo dell’oro non va letto come un segnale di inversione, ma come una pausa fisiologica all’interno di un trend ancora positivo. In un contesto di mercati volatili e di politiche monetarie più accomodanti, il metallo giallo continua a mantenere il proprio fascino come bene rifugio e diversificatore di portafoglio.

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